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I dazi sulle auto di Donald Trump: ecco che cosa sappiamo

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato nuovi dazi del 25% su tutte le auto e i camion importati negli Stati Uniti. Una mossa che potrebbe far degenerare la guerra commerciale tra Washington e altri paesi. Le tariffe dovrebbero entrare in vigore il 2 aprile.

I fatti chiave

  • Parlando alla Casa Bianca mercoledì pomeriggio, Trump ha detto che avrebbe “firmato un ordine esecutivo che porterà a un’enorme crescita dell’industria automobilistica” e che i consumatori vedranno diminuire i prezzi via via che le aziende costruiranno sempre più fabbriche negli Stati Uniti.
  • Trump, che ha definito i dazi “l’inizio del giorno della liberazione”, ha detto che entreranno in vigore il 2 aprile, che gli Stati Uniti “inizieranno a riscuotere” il 3 e che le tariffe rimarranno per tutto il suo mandato.
  • Quando gli è stato chiesto della reazione dei tre grandi produttori di auto – General Motors, Ford e Stellantis -, Trump ha risposto che, se già hanno grandi fabbriche e impianti negli Stati Uniti, devono essere “entusiasti”.
  • L’addetta stampa di Trump, Karoline Leavitt, ha lasciato intendere che Trump avrebbe annunciato le tariffe nel suo briefing di mercoledì, ma non ha fornito dettagli sui dazi prima della conferenza stampa.
  • Già all’inizio della settimana Trump aveva fatto capire che i dazi sulle auto sarebbero arrivati presto. Lunedì ha detto alla stampa: “Ci occuperemo delle automobili, cosa che sapete da tempo… daremo l’annuncio abbastanza presto, probabilmente nei prossimi giorni”.

Che cosa aspettarsi

Trump ha accennato anche a tariffe sulle importazioni di farmaci e legname, sebbene non abbia fornito dettagli.

Un fatto sorprendente

Quando gli è stato chiesto se il suo consigliere Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, gli avesse suggerito qualcosa riguardo i dazi sulle auto, Trump ha risposto di non avergliene mai parlato, perché “potrebbe avere un conflitto di interesse”. Ha aggiunto: “Elon è fantastico, non mi ha mai chiesto di fargli un favore nei suoi affari”.

Il contesto

L’introduzione di dazi è stato finora un tema chiave della presidenza Trump. Il miliardario ha minacciato tariffe ‘reciproche’ (cioè che fisserebbero le stesse condizioni che gli equivalenti prodotti americani incontrano quando entrano in un dato paese) che entreranno in vigore all’inizio del mese prossimo, e ha imposto dazi del 25% sui prodotti di acciaio e allumino. Ha anche imposto una tariffa del 20% su tutte le merci provenienti dalla Cina. Diversi paesi, tra cui Canada, Messico e Unione europea, hanno risposto con contro-tariffe sui beni americani, avviando una guerra commerciale. Il mercato azionario ha risposto male ai dazi – molti dei quali sono stati introdotti e poi revocati o sospesi – e alcuni economisti avvertono che l’incertezza provocata dai dazi potrebbe far entrare gli Stati Uniti in recessione.

Che cos’è il “giorno della liberazione”

Trump ha definito il 2 aprile – il giorno in cui le tariffe reciproche entreranno in vigore – come ‘il giorno della liberazione’, anche se negli ultimi giorni ha mostrato flessibilità sull’introduzione delle tariffe. Lunedì pomeriggio ha dichiarato che “potrebbe concedere agevolazioni a molti paesi” e che i suoi piani sono “di reciprocità, ma potrebbero essere anche più teneri”. Il 2 aprile è anche il giorno in cui scadranno le esenzioni alla sua tariffa del 25% su alcuni beni provenienti da Messico e Canada.

Come rispondono i mercati

Le azioni di alcuni produttori d’auto americani sono crollate poco dopo che Trump ha confermato i dazi. I titoli di General Motors e Stellantis hanno perso quasi il 5% nelle contrattazioni after hours dalle 17.15 (ora della costa orientale statunitense), cioè più o meno da quando Trump ha annunciato i dazi, alle 17.40. Nello stesso lasso di tempo, Ford ha perso solo l’1,8%, Tesla ha guadagnato quasi l’1% e Rivian ha perso meno dell’1%.

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